Il paniere, noto nel territorio come “panaru“ è un comodo recipiente di vimini intrecciati (flessibili ramoscelli di canna e olmo), fornito di un ampio manico arcuato e fisso per il braccio.
Veniva e viene infatti utilizzato soprattutto per il trasporto di vivande, in casa o nella raccolta nelle campagne.L'abitudine d'intrecciare questi ramoscelli, per creare dei cesti o oggetti di vario utilizzo, è assai antica e diffusa già a partire dall’epoca greca e romana.È un arte oggi poco diffusa che resiste sfortunatamente solo in alcune piccole realtà.La raccolta dei ramoscelli, utili alla creazione di queste vere e proprie forme d’arte, si fa in primavera: (fra marzo e maggio) e in inverno (da novembre a marzo) per mezzo del falcetto o del seghetto. I vimini poi si affastellano e i fascetti si pongono a macerare nell'acqua e solo successivamente si scortecciano, quindi si lasciano disseccare e si riuniscono nuovamente in fasci a seconda della loro lunghezza.
È un lavoro di pazienza e passione che costituisce oggi un pezzo importante della storia etnografica della nostra regione.
Possibili utilizzi: recipiente per frutta, verdura e ortaggi vari. Viene infatti spersso utilizzato per la raccolta dei funghi e dei fichi freschi, perchè traspirante e molto resistente. Per molti costituisce un semplice elemento di arredo, per accogliere fiori o composizioni di frutta. Nelle regioni del sud Italia ancora oggi è possibile vederlo in uno dei suoi utilizzi più tradizionali, quando le signore se ne servono per passare oggetti dai balconi.
Misure: diametro massimo 23 cm circa, altezza (compresa di manico) 36 cm. ciica no


